Alimentare UE: etichette più chiare per i consumatori
Le calorie, i grassi, gli zuccheri e i sali presenti nei alimenti dovranno anche ritrovarsi in modo chiaro e leggibile sull'etichetta frontale di ogni confezione alimentare venduta in Europa. Ma anche nei menù dei ristoranti, nelle mense e sui prodotti sfusi dovrà essere indicato l'eventuale presenza di allergeni per il grave rischio che rappresentano per coloro che vi sono sensibili. È il nuovo modello di etichetta alimentare nutrizionale proposto dalla Commissione europea ai 27 stati membri, decisa a "svecchiare" le attuali etichette perchè "troppo confuse, sovraccariche di informazioni o fuorvianti". La Commissione Ue vuole applicare le nuove etichette anche ai cosiddetti 'alcoholpops', miscele al gusto di frutta a base di bevande alcoliche molto diffuse tra i giovani, mentre non si applicheranno a vino, birre e alcolici. Bruxelles punta a informazioni nutrizionali essenziali obbligatorie, scritte in modo chiaro e leggibile e fissa la dimensione dei caratteri, che devono essere almeno di 3 mm. Insomma, al consumatore che acquista un alimento dovrà immediatamente saltare agli occhi l'apporto energetico, ossia quante calorie comporta l'alimento, il suo tenore in grassi, la presenza di grassi saturi che sono quelli più pericolosi per la salute, e il livello di carboidrati con un riferimento specifico agli zuccheri e al sale, importanti per chi soffre di diabete o di ipertensione. Il tutto per porzione o per 100 mlg di alimenti. Sull'etichetta dovrà anche essere menzionata la dose giornaliera raccomandata per sensibilizzare i cittadini anche al problema dell'obesità. La maggiore protezione contro gli allergeni permetterà poi di evitare molti choc anafilattici che per il 70% riguardano proprio alimenti non pre-imballati.
La nuova proposta lanciata dal commissario europeo alla sanità Markos Kyprianou, fa anche qualche apertura - ma molto timida - sulla possibilità di riportare sull'etichetta l'origine dei prodotti, tema che sta particolarmente a cuore all'Italia per combattere le frodi e l'agro-pirateria. Il provvedimento introduce infatti una maggiore flessibilità per indicare in modo facoltativo, e a determinate condizioni, l'origine degli alimenti, sempre però in linea con le altre normativa europee in vigore, ad esempio in agricoltura o nel mercato unico. Sull'etichetta d'origine obbligatoria, come vorrebbe l'Italia impegnata in prima linea per l'olio d'oliva, Kyprianou si è limitato ad affermare: "Stiamo tentando di chiarire questo punto". Sulla questione specifica dell'etichetta d'origine obbligatoria per l'olio d'oliva sono in stretto contatto gli uffici del commissario Kyprianou con quelli della commissaria all'agricoltura Mariann Fischer Boel. C'è quindi una situazione d'attesa per vedere l'eventuale disponibilità da parte dei responsabili agricoli a modificare la regole Ue in materia di olio d'oliva. Entro quest'anno poi è atteso il libro verde sulle opzioni possibili in agricoltura su qualità, etichettatura d'origine e indicazioni geografiche protette.
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