Olio: previsto -5% produzione Italia, sarà di qualità
Il caldo torrido delle ultime settimane fa prevedere un'annata positiva per la produzione di olio di oliva italiano, che dovrebbe subire una
flessione minore del previsto, pari al 5%, rispetto al 2008. E ci sono le condizioni affinchè anche quest'anno la produzione sia di qualità, con
almeno il 15% del totale tra Dop, biologico o “tracciata”. Le previsioni sottolineno come le alte temperature delle ultime settimane siano state
“benvenute” dagli oliveti italiani.
“Il caldo – si spiega - ha fatto giustizia di larve e mosche, che sono gli agenti patogeni più pericolosi per gli olivi in quanto possono
peggiorare la qualità del prodotto finale. L'afa, fino a 40 gradi, ha inoltre compensato gli effetti delle piogge di giugno, che soprattutto in
alcune aree hanno fatto temere una perdita nella raccolta delle olive”. Le previsioni perciò sono positive, e dopo l'annata del 2008, in cui,
secondo l'Istat, sono state prodotte 612 mila tonnellate di olio d'oliva (+7% rispetto al 2007) quest'anno il calo fisiologico della produzione
dovrebbe essere inferiore al previsto. “Negli anni cosiddetti di 'scarica’, che si alternano con quelli di ottima produzione – si precisa - si può
arrivare un calo produttivo del 15%, ma quest'anno, visto le migliori condizioni meteo, pensiamo che ci sarà una flessione intorno al 5%». E se
non ci saranno impreviste grandinate o temporali estivi la previsione sarà confermata. L'attuale stato degli oliveti italiani, secondo un'analisi
dell'Ismea, è infatti piuttosto buono, con una fioritura ottima quasi ovunque, mentre l'allegagione (la fase iniziale dello sviluppo dei frutti) è
stata meno positiva. La situazione, secondo l'Istituto, in realtà è piuttosto disomogenea. Un buon andamento della produzione è previsto in Puglia
(regione leader con il 40% della produzione di olivo d'oliva) e Calabria, mentre le previsioni non sembrano favorevoli in Lazio, Abruzzo e
Sicilia. Di certo le tecniche agronomiche all'avanguardia adottate in Puglia, dove gli oliveti vengono irrigati con appositi impianti, fanno
prevedere una produzione di alta qualità. Si conta perciò per lo meno di replicare il 2008, in cui il 2-3% della produzione è stata Dop, l'8-9%
biologica, e il 3-4% 'tracciata’, identificata cioè da un codice che consente di ricostruire la storia del prodotto. Le previsioni arrivano in un
momento in cui il mercato dell'olio di oliva, come sottolinea l'Ismea, sembra riprendere un pò di ossigeno. “La domanda italiana ed estera -
spiega l'Istituto - per lungo tempo stagnante, nelle ultime settimane di luglio ha mostrato segnali di risveglio, permettendo ai prezzi di
guadagnare qualche punto rispetto a quelli di giugno. L'extravergine scambiato all'origine, per esempio, si è attestato mediamente a 2,45 euro al
chilo, il 6% in più sul mese precedente”. Secondo l'Ismea si tratta di valori ancora ben lontani da quelli in grado di sollevare il settore dalla
crisi profonda che sta attraversando, ma si tratta pur sempre di una rilevante inversione di tendenza.
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