La Dieta Mediterranea, un modello alimentare
Un modello alimentare che è tradizione, cultura, piacere, socializzazione, equilibrio. Il termine
"Dieta" definisce le abitudini alimentari e l'organizzazione di più razioni alimentari nel tempo.
Seguire una dieta significa trarre i massimi vantaggi in salute ed efficienza fisica dal cibo. Le
diete che si discostano dagli standard consigliati dalla scienza ufficiale possono portare serie
conseguenze per la salute. Queste si avvertono anche dopo mesi o anni e difficilmente vengono
ricollegate con la memoria al modello alimentare sbagliato (osteoporosi, anemia, patologie
dell'apparato digerente, calcolosi renale e della colecisti, squilibri ormonali legati a disfunzioni
ghiandolari, ecc.). Anche l'eventuale dimagrimento iniziale viene in seguito annullato e ripagato
con un peso corporeo spesso superiore a quello iniziale.
Una dieta in sostanza è uno stile di vita, un modello alimentare che può essere portato avanti per
tutta la vita senza problemi di organizzazione dei pasti e di salute.
La cultura alimentare di un popolo è legata all'ambiente geografico e climatico, alle tradizioni e
alle condizioni sociali ed economiche. Il modello alimentare italiano di oggi conserva solo pochi
aspetti della vera Dieta Mediterranea che si caratterizzava per una alimentazione composta da cibi
naturali, senza additivi o conservanti chimici. Salvo per alcuni prodotti di cui era necessario
approvvigionarsi per la stagione invernale (carne di maiale elaborata e conservata o la frutta
trasformata in marmellate o mantenuta in cantine ben ventilate), tutto il resto veniva consumato
praticamente fresco o nell'arco di qualche giorno. La ricetta che sintetizza emblematicamente il
modello mediterraneo è certamente la "pasta e fagioli", tipica alimentazione contadina dei tempi
passati. Non a caso i legumi sono sempre stati definiti come "la carne dei poveri". Se poi la pasta
è all'uovo e fatta in casa si realizza un mixer elevato di proteine nobili, glicidi complessi,
preziosi minerali, vitamine e fibre. Pertanto la dieta mediterranea non è abbondanza di pane e
pasta. Innanzitutto il pane è integrale e la pasta non solo di grano duro ma anche di vari cereali.
Uno spazio particolare occupano i legumi. La carne è poca e la preferenza viene data a quella bianca
e pesce azzurro. Pochi grassi con utilizzo principale di olio extravergine di oliva. Molta verdura e
frutta fresca, inoltre frutta a guscio e vino. Una ulteriore caratteristica è la grande varietà dei
prodotti con la possibilità di abbinare un'infinita varietà di gusti e sapori, adattabili a tutte le
esigenze. L'elenco delle ricette è praticamente infinita e si amplia ulteriormente in relazione agli
usi e costumi locali. Dieta mediterranea è anche movimento e attività fisica. Il contadino e
l'operaio dei decenni passati lavoravano manualmente tutto il giorno e si spostavano per lo più a
piedi o con mezzi di locomozione non motorizzati. Pertanto un sufficiente e costante apporto
energetico, soprattutto glicidico, diventava indispensabile.
I piatti unici, che praticamente uniscono il primo piatto col secondo, sono una delle principali
caratteristiche di questa dieta. Oltre alla pasta e fagioli (ma anche pasta e ceci, lenticchie,
piselli, ecc.), altri esempi di piatti unici sono la pasta al sugo di carne con aggiunta di
formaggio e olio extravergine di oliva. Inoltre i minestroni con verdure e legumi, la pizza
napoletana con alici, mozzarella e pomodoro, ecc. Il pasto, accompagnato da un buon bicchiere di
vino, si conclude sempre con una porzione di verdura e frutta fresca.
Nel modello alimentare dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, pur nella diversità, sono
presenti elementi comuni di somiglianza e omogeneità. Circa 50 anni fa, l'equipe del prof. Ancel
Keys effettuò uno studio minuzioso confrontando le abitudini alimentari degli Stati uniti, Giappone,
Italia, Grecia, Jugoslavia, Olanda e Finlandia. Furono prese in esame 12.000 persone di età compresa
tra i 40-59 anni, suddivise in 14 campioni. Dallo studio emerse che la mortalità per cardiopatia
ischemica era nettamente inferiore tra le popolazioni situate intorno al mediterraneo. La mortalità
superiore delle altre popolazioni fu attribuita alla dieta che includeva una quota consistente di
grassi saturi quali strutto, burro, carne rossa, ecc. Da allora ulteriori studi hanno sempre
confermato questi risultati.
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