"campagna informativa, educativa e promozionale sugli aspetti chimici, organolettici e qualitativi dell’olio extravergine d’oliva"
Italian flag    

 
 
 


Agricoltura: coltivabili circa metà oliveti in Val Petronio

Sono sani gli oliveti della Val Petronio e buona parte di quelli abbandonati possono essere ancora recuperati. Sui 1023 ettari impegnati in oliveti nei quattro comuni della Val Petronio, solo 27 sono irrecuperabili, mentre 476 (il 46% del totale) sono perfettamente coltivati. La potenzialità produttiva del comprensorio, se tutti gli oliveti fossero a pieno regime, potrebbe arrivare a quasi 40.000 quintali di olive, che produrrebbero 8000 quintali di olio extra vergine. Il potenziale guadagno sarebbe di 6.335.000 euro. Sono questi i risultati emersi da uno studio promosso e finanziato con 20 mila euro dalla Provincia di Genova, dai comuni di Sestri Levante (capofila del progetto), Moneglia, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese e dalla Comunità Montana Val Petronio. Le conclusioni del progetto sono state illustrate oggi in Provincia durante il convegno sulle prospettive di sviluppo dell'olivicoltura nel levante genovese. Lo studio, durato otto mesi, è stato curato dagli agronomi Federica Ferretti e Stefano Castellana, con la collaborazione della Cooperativa Olivicoltori Sestri, grazie ai suoi 1700 soci, mentre gli elaborati cartografici sono stati realizzati e curati dal CAAR, Centro di Agrometeorologia Applicata Regionale di Sarzana. Lo studio, partito da una cartografia che indicava le aree olivicole sul territorio, ha fotografato con dati oggettivi la realtà della Val Petronio, individuando gli oliveti perfettamente coltivati, quelli che necessitano di manutenzione, gli oliveti quasi abbandonati ma ancora recuperabili, e quelli invece in cui lo stato di abbandono non rende più possibile alcun intervento.


print this page   print