"campagna informativa, educativa e promozionale sugli aspetti chimici, organolettici e qualitativi dell’olio extravergine d’oliva"
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Sirena d'Oro, sfida tra 220 aziende e debutto a S. Chiara

Un concorso, a tema olio extravergine a denominazione d'origine controllata, che registra la partecipazione di oltre 220 aziende, da oltre 37 Dop. È questa la carta d'identità della settima edizione dell'unico concorso nazionale dedicato agli oli Dop, Il Sirena d'Oro, che promuove l'eccellenza oleicola nazionale, col debutto della Sardegna, la più recente delle Dop riconosciute dall'Unione Europea. Iniziative come questa dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania, con la collaborazione della Città di Sorrento, l'associazione delle Città dell'Olio, Oleum e Federdop, sono particolarmente importanti per valorizzare uno dei pilastri dell'agricoltura italiana: l'olio. Questa strada fa di voi degli straordinari custodi del Made in Italy agroalimentare» ha scritto il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia, in una messaggio letto durante la presentazione a Roma del Premio Sirena d'Oro. E proprio alla luce dell'importanza crescente dell'appuntamento campano, l'Ice, ha detto Guido Magnoni del dipartimento agroalimentare, completa con il Sirena D'oro, dopo il Sol e l'Ercole Olivario, la sua presenza nei concorsi nazionali. "L'olio è un prodotto trainante - ha sottolineato Magnoni - con esportazioni in leggera ripresa nel 2008, dopo la flessione del 2006-2007 legata perlopiù al calo produttivo. E sull'olio l'Ice investe ogni anno 100 mila euro per iniziative all'estero, quest'anno in Francia e Canada in particolare, e 40-40 mila euro per la promozione nazionale". Le 38 Dop italiane nel settore dell'olio di oliva, ha detto il presidente di Unaprol Massimo Gargano, "rappresentano una garanzia in termini di tracciabilità che, tuttavia, i consumatori stentano ancora a riconoscere". Dal terzo rapporto nazionale sulle Dop risulta, infatti, che mentre il 58,3% delle famiglie italiane dichiara di conoscere la sigla Dop e, il 15,17% la sigla Igp, è solo il 3,9% a conoscere davvero in concreto il significato di tali sigle. Anche per questo il presidente di Federdop Vincenzo Massari ha sottolineato l'impegno nella diffusione della conoscenza dei pregi organolettici, salutistici e qualitativi degli Oli Dop d'Italia. Il valore delle Dop, ha concluso il presidente delle Città dell'olio Enrico Lupi, "rappresenta al momento solo il 3,5% del fatturato totale, ma è in crescita. Tuttavia occorre investire, noi come istituzioni insieme ai produttori, per raggiungere i consumatori e far percepire il valore di un riconoscimento".


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