Scambi di olio d'oliva nel Mediterraneo
In questo paragrafo l’attenzione si sposta sulla struttura del commercio di olio d’oliva,
prestando particolare attenzione agli scambi interni al bacino del Mediterraneo. Mentre
nell’analisi condotta sin qui gli Stati membri dell’Ue sono stati considerati
individualmente, da ora in poi l’Ue-25 sarà considerata come un solo paese e sarà
preso in considerazione solo il commercio al netto dei flussi intra-comunitari.
Il 48% del valore delle esportazioni dell’Ue-25 è diretto verso gli Stati Uniti soltanto, il 10% verso il Giappone e il 6-7% ciascuno verso Australia, Corea del Sud, Canada e Brasile. Più del 90% delle esportazioni di Tunisia e Siria è diretto verso l’UE; il 6% delle esportazioni della Tunisia sono inviate agli Stati Uniti. Le esportazioni della Turchia sono molto più differenziate tra paesi di destinazione, con “solo” il 59% delle esportazioni diretto verso l’Ue-25, e il 24% e 6%, rispettivamente, verso USA e Canada.
Contrariamente a quanto di sarebbe portati a credere a priori, il commercio di olio d’oliva non è limitato ai prodotti di alta qualità. L’olio d’oliva vergine copre il 62% delle esportazioni dell’Ue-25 in valore (58% in volume); la restante parte sono esportazioni di olio d’oliva raffinato. Marocco e Turchia presentano quote di esportazioni di olio d’oliva vergine e raffinato simili a quelle dell’Ue-25; Tunisia e Siria, al contrario, esportano quasi esclusivamente olio d’oliva vergine.
Quanto “dipendono” i paesi Mediterranei dal mercato Ue per le loro esportazioni di olio d’oliva? Tutti i paesi Mediterranei “dipendono” allo stesso modo dalle importazioni dell’Ue?
Questa “dipendenza” è guidata dalle politiche all’importazione dell’Ue? La maggiore concentrazione, o “dipendenza”, è osservata per Tunisia e Siria (l’indice assume il suo valore massimo, 3,56), Libia e Marocco. Quanto di questa dipendenza è dovuta alle politiche commerciali comunitarie: accesso preferenziale al mercato concesso ad alcuni dei paesi Mediterranei e “Traffico di perfezionamento attivo” (Tpa)? Le tariffe massime che l’Ue potrebbe imporre nell’ambito delle regole Wto sulle sue importazioni di “vergine lampante”, “vergine diverso dal lampante” e “altro” olio d’oliva sono, rispettivamente, 122,60, 124,50 e 134,60 €/100kg.
Tuttavia, numerosi paesi Mediterranei beneficiano di quote all’importazione a tariffa zero e pochi paesi beneficiano dell’imposizione di tariffe preferenziali (che sono menzionate più sotto). Nell’ambito del Tpa sono ammesse importazioni in esenzione da dazio a condizione che siano riesportate (per esempio, come parte di un prodotto trasformato, come parte di una miscela con altri oli d’oliva, o, in principio, dopo la sola operazione di imbottigliamento).
Le esportazioni verso l’Ue di Libia e Siria non godono di alcuna preferenza, vale a dire che esse sono assoggettate alle condizioni della Npf (nazione più favorita) ; mentre le esportazioni della Libia nel 2005 sono state pari solo a 359 t, quella dalla Siria hanno raggiunto le 30.983 t. Tutte le esportazioni della Libia verso l’Ue e più del 95% di quelle provenienti dalla Siria avvengono alle condizioni del Tpa. Le esportazioni di Tunisia e Marocco verso l’Ue nel 2005 sono state pari, rispettivamente, a 98.567 e 16.904 t, ben al di sopra delle 57.167 e 3.710 t di quote a dazio zero che nell’anno in questione sono state concesse dall’Ue-25; infatti, le esportazioni dalla Tunisia e dal Marocco nell’ambito del Tpa sono state di 51.096 e 12.970 t, rispettivamente. Per Turchia, Giordania, Egitto e Palestina l’indice di concentrazione delle esportazioni è inferiore a quello osservato per Libia, Tunisia, Siria e Marocco, ma maggiore di uno; nel 2005 la Turchia ha beneficiato di una piccola preferenza e la Palestina di una quota a dazio zero di 2.000 t, mentre alle importazioni provenienti dagli altri paesi non è stato concesso alcun trattamento preferenziale.
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