Olio di oliva, biologico da valorizzazione
L’olivicoltura biologica copre in Italia circa 107.000 ettari, pari al 10% circa della superficie biologica nazionale ed al 9,6% dell’intera olivicoltura italiana. Nel complesso, circa il 30% della superficie olivata bio del Mediterraneo si trova in Italia, con in seconda posizione la Spagna (91.485 ettari, 25%), seguita da Tunisia (80.016 ha, 22%) e Grecia (39.636 ha, 11%). Complessivamente, i quattro Paesi contano per l’ 88% del totale, il che ่ indicativo di una estrema concentrazione dell’offerta potenziale, la quale ่ comunque ben lungi da quella reale, in quanto molti produttori europei si limitano a far certificare la fase agricola, accontentandosi del solo sussidio disaccoppiato relativo alla superficie condotta con metodo biologico. Per il conseguimento del premium price, occorre infatti far certificare anche la fase di molitura e quella successiva di confezionamento, oltre che dotarsi poi di un adeguato sistema di marketing (distribuzione, promozione, etc.), che prevede l`attribuzione, da parte di uno degli Enti di Certificazione, della licenza al confezionamento, con contemporanea stampa di etichette, munite di codice alfanumerico, pari al numero di bottiglie e latte che il confezionatore vuole riempire. In gergo, tali ditte (agricoltori, oleifici o blenders), sono quindi chiamati licenziatari. Nell`ambito degli studi economici condotti all`interno del progetto Olibio, si ่ voluto investigare l`entitเ ed il comportamento, le problematiche e le prospettive dei licenziatari, relativamente ai quali l`ultima indagine condotta risale al 1996 (Santucci 1997).
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