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Alimentare, alleanza Italia-Spagna per dieta mediterranea

A Bari, città ponte per il Mediterraneo, il ministro spagnolo dell'Agricoltura, Elena Espinosa, e quello italiano delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Paolo De Castro, hanno presentato questa sera la candidatura congiunta della Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco.
Ad agosto - è stato annunciato - sarà presentato il dossier all'Unesco che entro l'inverno del 2009 renderà note le proprie decisioni. Un dossier che sarà fatto da esperti di quattro paesi: Spagna, Italia, Grecia e Marocco, i quali avranno il compito di approfondire le diverse motivazioni - ha spiegato Elena Espinosa - culturali, storiche, produttive, paesaggistiche, alimentari, sociali, che possano giustificare il riconoscimento dell'organismo Onu, dopo che la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall'Oms e dalla Fao come modello alimentare salutare, sostenibile e di qualità. Il regime alimentare, basato su un largo consumo di frutta e verdura, il giusto apporto di cereali, legumi e pesce, associato ad un uso limitato di carni rosse e di grassi saturi, non è solo un modo per tenersi in linea, ma - ha ricordato Espinosa - anche per combattere una lunga serie di malattie tra cui i tumori, il colesterolo, infiammazioni e allergie. "Rimettere al centro della nostra attenzione le tradizioni alimentari del Mediterraneo, che trovano la loro massima espressione nella dieta che lega il suo nome al nostro mare - ha sottolineato De Castro - significa dare un reale riconoscimento ad una straordinaria identità comune". De Castro ha ringraziato il ministro Espinosa e il premier Zapatero per il gioco di squadra portato avanti da Spagna e Italia per ottenere dall'Unesco questo importante riconoscimento. "La dieta mediterranea - hanno più volte ribadito i due ministri - è un patrimonio da custodire e da diffondere" e tramite questa iniziativa sarà possibile ottenere una maggiore affermazione dell'agroalimentare per la salubrità, le peculiarità e - ha sottolineato De Castro - per gli elevati standard di controlli che caratterizzano il sistema italiano. Le principali produzioni agricole che caratterizzano la dieta mediterranea rappresentano - è stato detto - circa il 40% del valore della produzione agricola europea, per un importo superiore ai 118 miliardi di euro. L'incidenza aumenta ulteriormente nei Paesi Membri che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In particolare, per l'Italia, oltre la metà della produzione agricola è costituita da cereali, ortofrutta, olio d'oliva, prodotti della pesca e il vino la cui produzione - solo in Italia - supera i 9 miliardi di euro. "Attualmente il patrimonio culturale alimentare del Mediterraneo, così come molti aspetti della dieta mediterranea - ha detto De Castro - sono a 'rischio di estinzionè a causa degli effetti della globalizzazione degli stili di vita". Di qui la necessità di una maggiore tutela.


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