Alimentare: sfida Cinese ancora da giocare
Nonostante un trend di crescita positivo, la scommessa del commercio italo-cinese sul fronte agroalimentare è ancora tutta da giocare: l'export italiano verso la Cina è infatti raddoppiato nel 2006 (+100% rispetto all'anno precedente), sfiorando quota 53 miliardi di euro, ma l'incidenza del settore sul totale delle esportazioni è fermo allo 0,6%. Questi i dati forniti da Federalimentare in occasione dell'inaugurazione di Vinitaly Cibus China, a Shangai. Tra i prodotti di maggior spicco, il vino, con 10,2 milioni di euro e una crescita del 150% nel 2006 ripetto all'anno precedente, l'olio d'oliva, con 7,9 milioni e una crescita del 39% ed altri prodotti di alta fascia. Anche sul fronte delle importazioni i numeri sono piuttosto modesti, mentre la crescita è piuttosto esigua: i prodotti agroalimentari cinesi in Italia hanno raggiunto, a fine 2006, il valore complessivo di 139,3 milioni, con un aumento del 2,2% sull'anno precedente e un'incidenza dello 0,8% sulle importazioni totali italiane dalla Cina. Per Federalimentare si tratta di un fenomeno piuttosto anomalo, principalmente dovuto ad ”ostacoli doganali e difese extratariffarie artificiali, che non hanno reale fondamento”.
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