Quintana Foligno: al via il gareggiare dei convivi rievocazione storica di sapori e situazioni
Il pesante portone di legno del rione Giotti si è aperto sul Seicento. La Quintana di Foligno non è follia collettiva. È identità culturale,
passione privata, socializzazione, impegno e divertimento: questa Quintana è andata in scena al rione Giotti, con la gara gastronomica, l'ormai
tradizionale “Gareggiare dei convivi” e la sua puntuale rievocazione storica di immagini, sapori e situazioni. Non l'avvincente giostra equestre
ma popolani ubriachi a improvvisare monologhi, zuffe tra avventori, la luce fioca delle torce e delle candele. In cucina uno dei più noti
ristoratori della città. Sui banconi di legno, piatti e bicchieri di coccio. Lo stupore barocco sulla tavola dei nobili: il presidente dell'Ente
Giostra, Domenico Metelli, la madrina, Federica Moro, la giura con l'architetto Luciano Piermarini presidente e Alviero Bigi (gastronomo e
storico) e Marco Servili, presidente della sezione Ais (Associazione italiana sommelier) di Assisi. Era toccato al rione Ammanniti, secondo il
sorteggio della Commissione artistica, aprire la sfida enogastronomica del Gareggiare dei convivi, 34/o concorso gastronomico rionale organizzato
dall'Ente Giostra ed incentrato, per questa edizione, sul tema delle paste ripiene.
In seconda serata è stata la volta del Giotti, e via via, questa sera, e le prossime, toccherà a tutti i dieci rioni della città, impegnati nella
preparazione di piatti con prodotti tipici dell'Umbria, con i vini di accompagnamento e l'olio extravergine di oliva, anch'essi umbri.
Il regolamento prevede che il “piatto di gara” debba essere inserito in un menù completo (il quale però non è oggetto di valutazione) e tutto
debba essere preparato con ingredienti di base conosciuti nel Seicento.
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