Crisi: consumi alimentari deboli, 60% famiglie cambia menų
Le tavole degli italiani continuano a risentire della crisi economica. I consumi alimentari sono infatti poco variati e il 60% delle famiglie
modifica il menų a tavola nel segno del risparmio. Lo afferma la Confederazione italiana agricoltori nel sottolineare che nel primo semestre si č
registrato un aumento dei consumi dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, quando, tuttavia, si era avuta una preoccupante caduta. Le
previsioni per l'intero anno indicano ugualmente un dato debole, +0,2%. Una situazione che ha spinto il 60 per cento delle famiglie a modificare
il proprio menų, il 35% a limitare gli acquisti, il 34% ad optare per prodotti di qualitā inferiore. Nel dettaglio, nei primi sei mesi
dell'anno si rileva - si hanno contrazioni nella domanda di derivati dei cereali (-2,8%), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati
e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. Si registrano flessioni anche per la carne bovina (-2,6%) e avicola (-3%), per l'olio di
oliva (-2,7%) e per i vini e spumanti (-2,9%). Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi e ortaggi. Una domanda pių
vivace si č avuta per il latte e i derivati del latte (pių 0,8%), in particolare i formaggi e lo yogurt. In forte crescita i consumi di frutta che
hanno segnato un pių 10%. La spesa per generi alimentari e bevande si sottolinea - č attestata, sempre nel primo semestre, su 475 euro, circa 9
euro in pių rispetto ai 466 euro registrati nell'analogo periodo del 2007. Č continuata ad aumentare la percentuale di famiglie che acquistano
generi alimentari presso gli hard-discount. Il supermercato rimane comunque il luogo di acquisto prevalente (68,1%), soprattutto nel Centro-Nord
(oltre il 70%).
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